Ptuj
Ptuj e i suoi dintorni rientrano tra i più grandi centri provinciali romani del mitraismo in Europa. I Romani lasciarono infatti nell’area di Ptuj e Hajdina una ricca eredità, di cui fanno parte anche i santuari dedicati al dio Mitra – i mitrei. I Romani lasciarono un’impronta profonda a Ptuj, la città più antica della Slovenia. L’area della città era abitata già nel tardo Neolitico e nell’antichità, da un accampamento militare, si sviluppò la provincia romana di Poetovio (Colonia Ulpia Traiana Poetovio).
Ptuj, migliore città del patrimonio culturale in Europa 2026, invita a scoprire il suo centro medievale ottimamente conservato, con la Torre civica al centro, e il Castello di Ptuj, che saluta i visitatori già da lontano. La storia millenaria della città più antica della Slovenia rivela a ogni passo frammenti del passato e sorprende con numerose esperienze. Passeggiate tra le pittoresche vie medievali, assaporate la piacevole atmosfera dei caffè, gustate la cucina locale e i vini. Rilassatevi nelle calde acque termali o concedetevi momenti di benessere nelle Terme Ptuj.
Ptuj è famosa anche per il Kurentovanje, il carnevale che si svolge nel periodo di Carnevale. Lonely Planet ha inserito il Kurentovanje tra i dieci carnevali più interessanti al mondo; offre numerose sfilate etnografiche e carnevalesche, nonché rappresentazioni di figure etnografiche tipiche del Ptujsko polje e del Dravsko polje. I cortei dei kurenti/koranti sono iscritti nella Lista rappresentativa UNESCO del patrimonio culturale immateriale dell’umanità.
Ponudba v občini
Patrimonio
culturale
Castello di Ptuj
Il Castello di Ptuj è uno dei castelli più prestigiosi della Slovenia. Dal castello lo sguardo si estende sui tetti di tegole rosse e sulle strade lastricate della città più antica della Slovenia. Sono esposte le straordinarie collezioni museali del Museo regionale Ptuj – Ormož: dagli strumenti musicali alle armi, dai mobili tradizionali alle maschere carnevalesche e ai capolavori della pittura.
Monastero domenicano
Il Monastero domenicano fu fondato nel 1230 da Matilde, vedova di Federico III di Ptuj, e rimase attivo fino alla sua soppressione nel 1785. Il complesso monastico presenta caratteristiche gotiche e barocche. Negli ultimi anni gli spazi restaurati sono diventati sede di eventi culturali e, da aprile a ottobre, sono aperti anche alle visite.
Monastero minorita
Nonostante incendi e bombardamenti, oggi il monastero, costruito nel XIII secolo, è stato restaurato e vanta una straordinaria biblioteca monastica con oltre 5000 volumi, tra cui esemplari del XVI secolo. Durante i mesi estivi il cortile ad arcate è uno dei luoghi per eventi più apprezzati della zona.
Monumento di Orfeo
Il monumento in marmo fu eretto in memoria di Marco Valerio Vero, che fu sindaco della città di Poetovio nel II secolo. Il monolite, alto cinque metri, si trova ancora oggi nel luogo in cui fu innalzato dai Romani. Nel Medioevo il monumento, decorato con scene della storia di Orfeo, veniva utilizzato come colonna della vergogna.
III Mitreo – Santuario del dio Mitra
Durante l’Impero romano, Ptuj era una città importante e potente (Poetovio) nonché un presidio militare. Con i soldati provenienti dalle regioni orientali si diffuse qui il mitraismo, religione persiana dai riti misteriosi ai quali potevano partecipare soltanto gli uomini. Nel santuario del dio Mitra del III secolo si sono conservati numerosi monumenti legati a questo culto.
Torre civica
È quasi impossibile non notare la Torre civica. È interessante non solo per il tetto barocco a cipolla, ma anche per i monumenti antichi murati nelle sue pareti. L’osservatore attento noterà che l’orologio è presente soltanto su tre lati. Poiché i signori del castello non vollero contribuire alle spese per l’orologio, i cittadini, in segno di protesta, omisero il quadrante sul lato rivolto verso il castello.
Municipio
Uno degli edifici più imponenti del centro storico è opera dell’architetto viennese Max Ferstl dell’inizio del XX secolo. Nella sala dei matrimoni ogni anno più di cento coppie coronano il proprio destino, mentre molti abitanti del luogo trascorrono il sabato mattina sorseggiando un caffè davanti al municipio e osservando l’arrivo delle spose e degli invitati.
Chiesa di San Giorgio
La chiesa prepositurale possiede uno degli interni ecclesiastici più belli: lo straordinario altare alato di Laib, gli stalli del coro del XV secolo e la statua del patrono San Giorgio che domina il drago. La chiesa del XII secolo fu ampliata più volte, motivo per cui presenta una mescolanza di stili, tra i quali predominano il gotico e il barocco.
Patrimonio
naturale
Sequoia di Hince
Sulla riva sinistra del fiume Drava, a 2 chilometri dal centro della città, nell’abitato di Orešje, si trova la sequoia di Hince. Nel XIX secolo questa specie arborea fu introdotta in Europa e piantata nei parchi. La sequoia di Orešje è la più grande del suo genere in Slovenia. La circonferenza dell’albero è di 743 cm e raggiunge un’altezza di 43,5 metri.
Parco paesaggistico Šturmovci
Nel triangolo tra l’antico alveo della Drava, la Dravinja con il margine delle Haloze e la scarpata di Videm sotto l’argine del lago di Ptuj, si estende un residuo di paesaggio fluviale di 125 ettari, protetto dal 1979 come Parco paesaggistico Šturmovci.
A nord-ovest è delimitato dal lago di Ptuj, a sud dai rilievi delle Haloze e a est dalla confluenza della Drava e della Dravinja. Si tratta di un’ampia area alluvionale e di un efficace bacino di contenimento delle acque alte.
L’area si distingue per la varietà degli habitat, dai banchi di ghiaia, bassifondi, bracci morti e sorgenti, fino ai boschi alluvionali e ai prati falciati e non falciati. Il primo valore naturale del Parco paesaggistico Šturmovci è il bosco golenale, ormai solo un residuo delle antiche vaste aree golenali lungo la Drava tra Maribor e Ormož.
La golena è un’ampia zona alluvionale lungo il fiume. Nelle parti più profonde crescono salici bianchi, che possono essere sommersi per gran parte dell’anno. Nelle zone più alte e asciutte i salici scompaiono e vengono sostituiti da pioppi, frassini, olmi, querce e altre specie, che possono rimanere nell’acqua fino a tre mesi all’anno. Il ritmo della vita nella golena è determinato dalle piene: l’acqua porta via, sposta banchi di ghiaia, dune sabbiose e suolo, insieme agli alberi.


























